Taormina. Elezioni: intimidazione contro Passalacqua

TAORMINA – La campagna elettorale in vista del ballottaggio per l’elezione del sindaco di Taormina è stata purtroppo ”condita da veleno”. Nella nottata tra lunedì e martedì ignoti hanno danneggiato l’auto del candidato sindaco Mauro Passalacqua. L’auto, una Smart, era posteggiata in via Bagnoli Croci, poco distante dal Parco comunale. I malintenzionati hanno spezzato i tergicristallo, tagliato le ruote posteriori, forzato il lunotto poteriore, rotto gli specchietti retrovisori e, addirittura, hanno collocato sul tettuccio dell’auto un motorino. Ad accorgersi dell’accaduto è stato lo stesso Passalacqua. Il candidato a sindaco ha telefonato ai carabinieri ai quali ha sporto denuncia contro ignoti. «Purtroppo – commenta lo stesso Passalacqua –   debbo dire che, in una certa misura, temevo che qualcosa di grave potesse accadere. Ho dovuto registrare episodi, piccoli fatti che, alla luce di quanto è accaduto, non posso non giudicare premonitori. Mi riferisco ad una frase lanciatami da uno sconosciuto durante il mio ultimo comizio in piazza ed a qualche strana telefonata. Solo segnali, d’accordo, ma certo qualcosa di inquietante».
Tra l’opinione pubblica si propende per un atto intimidatorio che può trovare origine nell’atmosfera incandescente che si è creata negli ultimi giorni di campagna elettorale.
«Fatti del genere – dice Antonella Garipoli – che era il terzo candidato a sindaco in lizza – a Taormina non si erano mai verifiati. Come prima cosa voglio esprimere la mia personale solidarietà a Mauro».
Di «vergogna ed inciviltà», parla Carmelantonio D’Agostino, che il 25 e 26 prossimi andrà a confrontarsi con Passalacqua. «Come taorminese – ha detto D’ Agostino –  non posso che lanciare alto un grado di disgusto e un segno di solidarietà nei confronti del collega Mauro. Vergogna, comunque per un episodio squallido e squalificante>>. L”’attenzione” rivolta a Passalacqua ha turbato non solo gli ambienti politici taorminesi ma anche quanti sono semplici osservatori esterni. Una vicenda che inoltre danneggia fortemente l’immagine della capitale del turismo siciliano.

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