Messina. Verifica politica alla Provincia regionale

MESSINA – Verifica politica in vista alla Provincia regionale di Messina. La chiede Forza Italia, dove un nuovo nucleo dirigente si è imposto al di là dell’attuale gestione commissariale; la chiede l’Udc, che la crisi l’aveva aperta in inverno salvo congelarla dopo due mesi di sterile tira e molla per «ragion di coalizione» in vista delle consultazioni Politiche; la auspica, la verifica, Alleanza nazionale, perché dopo metà legislatura bisogna pur fare un bilancio degli obiettivi centrati e di quelli da centrare; e, non ultimo, la ritiene ineludibile il presidente Salvatore Leonardi, perché – dice – non si può più andare avanti a scartamento ridotto.

 

Fulcro della verifica politica sarà Forza Italia. Le elezioni Politiche e Regionali hanno regalato agli azzurri vigore dopo la batosta delle Comunali di novembre, per quanto la pattuglia palermitana si sia di fatto assottigliata passando da quattro a due eletti, ma hanno soprattutto consegnato ai berlusconiani un asse dirigenziale che ha finito per prevalere sulle altre componenti interne, quelle antiche e le altre emergenti. Fuori dal partito l’on. Nino Gazzara – sul punto ormai di ufficializzare il suo passaggio all’Udeur –, sostanzialmente dirottato su Roma l’impegno politico dell’on. Rocco Crimi e, per taluni versi, ridimensionato il ruolo di Antonio D’Aquino, il nuovo vertice si sviluppa attorno ai parlamentari nazionali Francesco Stagno d’Alcontres e Basilio Germanà, e al deputato regionale Nino Beninati.

In questo quadro, e in vista delle rimodulazioni in Giunta, due assessori forzisti si ritrovano con la poltrona a rischio: si tratta di Vincenzo Spoto, prima vicino e Gazzara e poi vicino a Baldari e Bartolo Natoli, a suo tempo chiamato a far parte dell’esecutivo in quota Leanza.

Meno complesse le dinamiche interne all’Udc, che D’Alia e Naro stanno traghettando verso il congresso provinciale, e di Alleanza nazionale, sempre più stretta attorno al sen. Mimmo Nania dopo i successi di Santi Formica e Giuseppe Buzzanca nella corsa all’Ars. An potrebbe però puntare i piedi: al momento in Giunta siedono quattro suoi esponenti su 15 (Orazio Miloro, componente Nania; Pio Amadeo e Daniela Bruno, vicini a Luigi Ragno; Giuseppe Laface, in quota Briguglio) e nella imminente rimodulazione il partito potrebbe rivendicare uno spazio in più proprio a discapito di Forza Italia che di assessori ne conta attualmente sei.

Qualche grana, in siffatto contesto, quantomeno sul piano delle trattative che riguarderanno le deleghe da riassegnare, potrebbe registrarla l’Udc, che schiera quattro assessori, il quinto – in quota Lo Monte – è stato negli ultimi mesi ricondotto al Mip (il Movimento d’iniziativa popolare fondato dal parlamentare di Graniti) e oggi in qualche modo presumibilmente riconducibile al lombardiano Movimento per l’autonomia (tra le cui fila Lo Monte è stato eletto alla Camera) all’interno del quale però uno spazio potrebbe essere anche rivendicato dal neoparlamentare regionale Cateno De Luca.

Sulla necessità di dar vita a un nuovo corso non hanno dubbi Udc e An. «La Giunta va azzerata», taglia corto l’on. Gianpiero D’Alia, «per ricomporre gli equilibri rappresentativi e rafforzare l’azione del presidente Leonardi». Non dissimile l’analisi del sen. Nania. Per il presidente Leonardi: «Così non è più possibile andare avanti, o il rafforzamento sarà reale, anche sotto il profilo qualitativo delle forze in campo che i partiti devvono mettere a disposizione della Provincia, o non vedo dove si possa arrivare».

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