Taormina. No a controlli dei vigili sull’Isolabella

TAORMINA –  I vigili urbani di Taormina non hanno alcun diritto e, quindi, nessuna possibilità di effettuare servizio di vigilanza e controllo all’interno della Riserva di Isolabella. Lo sostiene la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Messina. In una lettera il soprintendente Rocco Scimone, infatti, scrive: «Era opportuno che il Comando di Polizia municipale di Taormina, prima di effettuare un accesso all’isolotto avvertisse del sopralluogo e delle relative motivazioni». Tutto chiaro: sullo scoglio la Soprintendenza non ammette alcun tipo di intromissione nemmeno dei tutori dell’ordine. Il tutto perché, come dice l’architetto Scimone: «l’Isolabella, di proprietà del demanio della Regione, assessorato Beni culturali e ambientali, è gestita dalla Soprintendenza. Nelle ore diurne – continua il Soprintendente – il servizio di custodia viene effettuato da una Cooperativa con personale Lsu». Personale, quindi, che non ha bisogno di nessun contributo da parte delle forze dell’ordine..
Ma c’è di più: secondo la Soprintendenza, se il comune di Taormina, tramite il comando di Polizia municipale, vuole accedere all’isolotto può solo pensare alla stipula di un «accordo istituzionale per procedere a un servizio di vigilanza e controllo, diurno e notturno, con la Soprintendenza».
La lettera di Scimone è la risposta a una nota con la quale il comando di Polizia municipale chiedeva spiegazioni sul perché, lo scorso 12 giugno: «a un agente che aveva evidenziato la presenza all’interno dello scoglio di un custode Lsu e di altre tre persone» il custode, un Lsu, avesse impedito l’accesso.
La risposta al Comando di Polizia municipale è arrivata lo scorso 23 maggio: sull’Isolabella ha pieni poteri la Soprintendenza. Il Comune? Deve restarsene fuori tranne che non stipuli accordi istituzionali al fine di effettuare servizi di vigilanza e controllo.

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