A Taormina, Forza d’Agrò e Antillo si torna a votare

In Sicilia dopo le Regionali si torna a votare in tre comuni ionici per eleggere sindaci e consiglio comunali. AD ANTILLO la sfida che tutti aspettavano, finalmente è arrivata. Dopo due anni di battaglie legali e consiliari Davide Paratore e Antonio Di Ciuccio si sfidano per andare ad occupare la poltrona di sindaco dopo il 12 giugno. Non sarà una campagna elettorale all’insegna del fair play, i veleni di questi ultimi due anni non si sono ancora stemperati. Sei mesi di gestione commissariale dopo un anno di battaglia nelle aule dei tribunali amministrativi, lasciano il segno nella gestione della cosa pubblica. Di Ciuccio imputa quello che è successo alla sete di potere di Paratore che ha approfittato della situazione per ritornare alle urne dopo la cocente sconfitta alle amministrative. Paratore respinge l’accusa al mittente e fa risalire le disavventure di Di Ciuccio al pessimo trattamento che questi ha riservato al presidente del consiglio Natalino Bongiorno, vieppiù emarginato, messo letteralmente alla porta di quel Municipio che aveva governato per venticinque anni con lungimiranza e discrezione. Di Ciuccio ha scavato il solco con Bongiorno, la sua prematura morte ha reso la divisione insanabile, Paratore ha allargato quel solco, ha fatto emergere i malumori, le disillusioni, le divergenze di vedute dei compagni di cammino di Di Ciuccio.
Di Ciuccio, però, si affida ai numeri: ha portato finanziamenti e lavoro, ha sbloccato i lavori per la Campana, ha realizzato tante strade rurali, riporterà i bambini delle elementari nella loro scuola, e in ultimo ha ottenuto il consolidamento delle aree a rischio idrogeologico per un milione e 400 mila euro. Non è stato un cattivo sindaco finchè è durato (poco) l’accordo con Bongiorno: poi ha ha voluto fare di testa sua. Alla fine anche per lui è arrivata Waterloo.
La chiave che potrebbe aprire o chiudere la porta del palazzo ad uno dei due contendenti ce l’ha in mano Maria Rita Santoro, vedova di Natalino Bongiorno, che Paratore ha candidato al consiglio e designato quale vice sindaco. Questa sera Paratore presenta la sua lista nell’aula consiliare alle ore 21. È annunciata la presenza del sen. Domenico Nania e dell’on. Giuseppe Buzzanca. La settimana scorsa Di Ciuccio aveva presentato i suoi con gli on. Giovanni Ardizzone e Filippo Panarello.
A FORZA D’AGRÒ, esclusa la quarta lista, sarà lotta a tre per conquistare il governo della cosa pubblica. E, come sempre accade, si scontrano vecchio e nuovo, con la differenza che stavolta c’è il terzo incomodo. Salvo Donato e Nino Bianca per molti versi rappresentano la continuità, ossia gruppi che hanno già avuto modo di gestire la cosa pubblica, con Carmelo Lombardo, il “milanese” Donato, e con Agostino Lombardo, il “pensionato” Nino Bianca. Il “nuovo”, o quasi, è rappresentato da Bruno Miliadò, impiegato comunale per necessità, albergatore ed imprenditore per vocazione. Miliadò ha raccolto scontenti di maggioranza e minoranza affiancandoli con un manipolo di giovani (l’età media della lista è di 32 anni) che hanno voglia di rimboccarsi le maniche. Salvatore Donato ha raccolto il meglio del meglio delle passate amministrazioni e per rimarcare il legame con il passato ha candidato gran parte della giunta che nei cinque anni precedenti, secondo gli oppositori, non avrebbe mosso un chiodo, anche se, dicono loro, di aver salvato il paese dalla bancarotta ed aver pagato quasi tutti i debiti. Anche Miliadò ha condiviso quel tipo di politica, dalla quale si è staccato dopo le amministrative del 2001, ma, rispetto ai suoi avversari, ha dalla sua il fatto che vive a Forza 365 giorni l’anno ed è sempre a disposizione dei forzesi. Nino Bianca ricandida quasi tutti i consiglieri di opposizione uscenti. Con Bianca non si è candidato Nino Gullotta, ex leader della Margherita ed oggi transitato con Italia dei Valori. Gullotta aspirava alla candidatura di Bianca, ma alla fine ha dovuto inghiottire il rospo.
Le curiosità. Come sempre avviene ci saranno candidati che giocheranno il derby in famiglia. Carullo e Miliadò sono cognati in campo avverso. Ma la sfida vera e propria è nella famiglia Gentile che presenta il capostipite (Domenico) nella lista di Donato con la possibilità di diventare assessore in caso di vittoria, la figlia Melina nella lista di Miliadò con la speranza di fare il presidente del consiglio ed il genero Peppino Puzzolo, dirigente dell’ufficio di collocamento di Santa Teresa di Riva, nella lista di Bianca.
A TAORMINA, tre i candidati sindaco: Antonella Garipoli, Mauro Passalacqua (vicesindaco uscente) e Carmelo D’Agostino. Questa tornata amministrativa, anticipata per la morte del primo cittadino Aurelio Turiano, si caratterizza anche per l’enorme numero di aspiranti consiglieri, ben 390.

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