Limina, folla di fedeli per la “ballata” di S. Filippo

VIDEO NEL TG90 DEL 22-5-06 LIMINA – Una folla di fedeli. E decine di “mpizzaturi”, i portatori del paesante fercolo portato in processione di corsa lungo le vie del paese. Si è rinnovata ieri a Limina la tradizionale ottava in onore di S. Filippo d’Agira.  Ancora una volta, l’evento ha richiamato sulle colline della Val d’Agrò migliaia di persone. Alle 16,30 i “mpizzaturi” erano già pronti in piazza S. Sebastiano e con cariche che si susseguivano hanno cominciato a dare spallate al portale della chiesa madre.
S. Filippo, era un sacerdote esorcista e nella tradizione cristiana, le ore 17 corrispondono all’inizio dell’ora delle tenebre, del diavolo ed è perciò che il popolo inizia ad invocare l’aiuto di S. Filippo. Alle 16,55 le porte della chiesa si sono aperte ed alle 17 in punto S. Filippo è comparso tra la folla, scendendo rapidamente per la via Garibaldi, fino a piazza Marconi. Poi, ha raggiunto i punti terminali del paese, il Calvario, la zona più alta di Limina e Durbi, la zona più bassa. Lì, ha fatto tre giri attorno ad una croce, anche questo un rito fortemente carico di simboli esorcisti perché nella tradizione cristiana è con i 3 giri (numero perfetto) che fa uscire il diavolo dalla dimensione spazio-temporale. Subito i giri di corsa per le vie del paese e soprattutto nel vecchio quartiere ebreo di Limina, la Giudecca, ed infine i “balli” nella gremitissima piazza Marconi. I “giri” rappresentano la frenetica attività del Santo in queste contrade quando nel IV inseguiva e scacciava i demoni; i “balli” (giri del percolo su se stesso) rappresentano invece la vittoria di Cristo sul male.
La festa era iniziata l’11 maggio con il tradizionale pellegrinaggio al Santuario di Passo Murazzo (sette chilometri dal centro urbano) col santo in spalla e poi il 12 maggio, la festa solenne, con la processione in paese. Ieri l’ottava, con una cornice di migliaia di visitatori e curiosi che hanno gremito la piazza principale del paese in attesa dell’arrivo del Santo, giunto di corsa tra due ali di folla, per poi ballare a ritmo di musica Uno sforzo enorme per i ‘mpizzaturi, pronti a darsi il cambio quando lo stremo delle forze lo richiedeva. Uno spettacolo che va oltre la fede, ma che racchiude la storia di un Santo e di un popolo che in S. Filippo identifica le proprie radici.
S. Filippo tornerà tra la sua gente il 16 agosto, in occasione della processione per l’”Ora dell’emigrante”.
Quest’anno, per la cronaca, la festa si è tenuta con la Vara restaurata da Luciano Buemi di Naso, un  restauratore che ha lavorato, tra l’altro, per la Galleria degli Uffizi di Firenze ed il Louvre di Parigi.

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