Gianfranco Fini: ”Il Centrodestra vincerà in Sicilia”

MESSINA – Il Centrodestra ha già vinto ampiamente in Sicilia il 9 e 10 aprile e non vedo una sola ragione perchè non debba essere così anche il 28 maggio”.

Si è detto sicuro del successo alle regionali il presidente di An Gianfranco Fini intervenendo a Messina al comizio elettorale per la presentazione dei candidati del partito.

“Semmai – ha aggiunto Fini – potrà accadere che molti elettori che hanno votato per il centrosinistra, ora diano il sostegno a noi dopo le prime prove del Governo Prodi del quale non fa parte nessun ministro siciliano. Evidentemente Prodi ritiene che nessuno in Sicilia del centrosinistra abbia le capacità e le competenze per impegnarsi nel governo. Ne prendano atto i siciliani anche per scegliere i candidati migliori da mandare all’Ars”.

Il leader di An ha parlato poi di Rita Borsellino: “Tutti noi dobbiamo nutrire profondo rispetto per il cognome che porta – ha detto, strappando applausi alle diverse centinaia di persone presenti a piazza Cairoli -. Ma lei se l’è chiesto se, senza quel cognome, le sarebbe stato chiesto di candidarsi. O pensa che l’abbiano scelta per le capacità e le competenze. La scelta del centrosinistra di proporla e la sua di accettare mi sembrano un modo poco rispettoso di onorare un martire”.

“Quello di Paolo Borsellino – ha detto Fini – è un nome che appartiene a tutti e nessuno se ne può appropriare. Ma anche questo tentativo maldestro sarà giudicato dai Siciliani”.

Fini poi ha polemizzato con Prodi, descrivendolo marionetta dei partiti della sua coalizione “che non è una coalizione di valori , ma di potere”.

“Noi – ha sostenuto il leader di AN – siamo abituati all’opposizione ed in 5 anni abbiamo governato. Il potere è una cosa , il governo un’altra. La Casa della libertà è una coalizione di valori condivisi da cui discendono tutte le azioni di governo. La coalizione di sinistra-centro invece è soltanto un’accozzaglia di componenti dove ancora esistono i comunisti , più presenti in Italia che nella Russia postsovietica”.

Fini non ha risparmiato una battuta sul Ponte: “Vogliamo si realizzi la grande opera a condizione che esistano le infrastrutture necessarie per una vero sviluppo dell’area. Non possiamo essere d’accordo , come ha appena detto un Ministro del governo Prodi, che i soldi del ponte vadano a finire a Milano. Questa è politica antimeridionale”.

 

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