Messina. Acquistavano droga invece di pagare il ‘pizzo’

MESSINA –  L’acquisto di cocaina e hashish dalle due organizzazioni smantellate ieri a Messina dalla Guardia di Finanza serviva anche per pagare il “pizzo”. Lo avrebbero accertato gli investigatori all’interno dell’inchiesta “Scarpe grigie” che ieri ha portato all’emissione di 30 ordinanze di custodia cautelare e all’iscrizione sul libro degli indagati di altre 10 persone.

 

Tra queste figurerebbe anche un noto farmacista di Messina. Ed è appunto attraverso intercettazioni di sue telefonate che gli investigatori sarebbero risaliti al diverso fine relativo all’acquisto di stupefacenti. In una delle registrazioni infatti il farmacista indagato parlerebbe di un “amico” che evitava di pagare tangenti alla malavita locale perchè acquistava droga dai due gruppi criminali.

Le indagini hanno anche accertato che per il consumo delle sostanze stupefacenti venivano organizzati veri e propri party. Già lo scorso anno, la Squadra Mobile aveva arrestato due universitari che organizzavano questo tipo.

Intanto, si sono costituiti la scorsa notte tre dei cinque latitanti dell’operazione “Scarpe Grigie”. Delle trenta ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura messinese solo 26 erano state portate a compimento. Quattro degli indagati, infatti, erano riusciti ieri a sfuggire alla rete della Guardia di Finanza. Di questi se ne sono costituiti tre. Sono Luigi Coluccio, 38 anni, titolare del bar di Provinciale davanti al quale sarebbe avvenuto lo smistamento di hashish e cocaina, ritenuto a capo di una delle due organizzazioni smantellate, cugino di Marcello Coluccio, arrestato ieri; di Francesco Venuti, 39 anni, incensurato, che avrebbe gestito il secondo gruppo criminale; ed Albino Celano, 38 anni, affiliato di Venuti. Libero resta ancora un ultimo indagato, ma il cerchio, su di lui, potrebbe chiudersi nelle prossime ore.

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