Fiumedinisi. Spari in luogo pubblico: due arresti

FIUMEDINISI – Due giovani sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Messina sud, che hanno agito sotto le direttive del capitano Manuel Scarso. A finire nei guai Giuseppe De Francesco, 27 anni, e Giuseppe Currò, 25 anni, entrambi di Fiumedinisi. Ad emettere il provvedimento di custodia cautelare il gip del tribunale di Messina Francesca Ciranna. I due hanno beneficiato degli arresti domiciliari. Stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, De Francesco e Currò, lo scorso 11 aprile si sarebbero resi protagonisti di due sparatorie intimidatorie in contrada ‘’Pedara’’, a monte del centro abitato. Nella prima circostanza avrebbero preso di mira l’abitazione di un pastore, esplodendo alcuni colpi di fucile calibro 12 contro la porta d’ingresso, il balcone e un autocarro. In casa in quel momento non c’era nessuno per cui i due giovani avevano deciso di raggiungere l’ovile dello stesso pastore dove gli avevano sforacchiato l’auto utilizzando la stessa arma. L’uomo udendo gli spari e impaurito si era dato alla fuga nelle campagne circostanti. Sembra che alla base della ‘’spedizione dimostrativa’’ ci sia il furto di un fucile di proprietà del nonno di uno degli arrestati, convinto che a rubarlo era stato il pastore di ‘’Pedara’’. In un’altra occasione, stando sempre alle indagini dei carabinieri, Currò e De Francesco avrebbero minacciato con un’arma un loro compaesano, che avrebbero fatto salire sulla loro auto e dal quale pretendevano di sapere il nome dell’autore del furto del fucile. Dopo qualche giorno i carabinieri della Compagnia di Messina sud in collaborazione con quelli della caserma di Fiumedinisi, avevano avviato una serie di indagini per identificare gli sconosciuti ‘’fucilieri’’. Erano state effettuate perquisizioni domiciliari, sequestrate delle armi e interrogate alcune persone del luogo. A poco più di un mese dall’episodio gli inquirenti hanno chiuso il cerchio attorno a Currò e De Francesco, che ieri mattina sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di spari in luogo pubblico e danneggiamento.

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