Taormina. ”No” alla vendita dei beni immobiliari

TAORMINA –  Finisce al centro delle polemiche l’arrivo immediato in Consiglio comunale del piano di alienazione del patrimonio immobiliare di proprietà comunale preventivato dal Commissario ad Acta del Comune, Nicola La Barbera, al fine di recuperare 9milioni e 881mila euro circa per le casse comunali.
“Forti preoccupazioni e perplessità” sono state espresse ufficialmente sull’istantaneità di ipotizzata deliberazione per un così importante provvedimento in un apposito documento a firma di Flaviana Ferri (segretario dei Ds), Santi Albanese (La Margherita), Sergio Cavallaro (Rifondazione Comunista) e da Marco Monforte (responsabile del circolo di LegAmbiente). Parallelamente all’individuazione dei beni immobili da mettere all’asta è stata prevista la stesura del relativo regolamento in base al quale i locali dovrebbero da qui a breve essere posti in vendita. Si contesta l’indifferibilità di una scelta che andrebbe insomma rinviata alle valutazioni della nuova Amministrazione e del nuovo Consiglio comunale che si insedierà tra soli 30 giorni. La messa in vendita dei beni immobili riguarda ad esempio la scuola Elementare Vittorino da Feltre, l’ex pretura sita in Corso Umberto e l’ex ospedale S. Vincenzo.
“Le preoccupazioni dei tanti cittadini – si legge nella nota – al di là dei singoli schieramenti politici si manifestano nella inopportunità attribuita al fatto che si proceda ad una decisione di tale rilevanza e dalle conseguenze irreversibili quando manca solo un mese al rinnovo del Consiglio e dell’Amministrazione Comunale. Il provvedimento non sembra rivestire quei caratteri di urgenza e indifferibilità che lo caratterizzerebbero. E’ sulla base di tale ragioni che rivolgiamo un pressante ed accorato invito a tutto il Consiglio Comunale affinché, in un momento così delicato della vita politica cittadina, tenga in debito conto le ragioni dei cittadini, eliminando dalla deliberazione di approvazione del regolamento l’elenco relativo al piano di alienazione immobiliare. Cosa che, altrimenti, costituirebbe un “vulnus” difficilmente sanabile nel futuro”.

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