Savoca. Rischia di chiudere il convento dei Cappuccini

SAVOCA – Dopo quasi cinque secoli rischia di chiudere l’antico convento di Savoca, fondato dai Padri Cappuccini nel 1518. Fino a poco tempo fa lo storico edificio ospitava solo l’anziano padre guardiano, Remigio Targia, che ha sempre e ben esercitato il suo “mandato” fino ai gravissimi problemi di salute che l’hanno purtroppo portato alla morte.
Sul convento medievale pesa ora più che mai un vecchio ordine di chiusura deciso dai Superiori nel 2001. Disposizione a cui, però, si opposero i savocesi. Tra i cittadini, naturalmente, serpeggia una forte preoccupazione per la fine dell’antico luogo di culto, che è anche un importante monumento storico che custodisce preziose testimonianze artistiche, tra cui alcuni dipinti attribuiti a Frate Umile da Messina, che fu ospite del convento, altri del famoso pittore spagnolo Alfonso Rodriguez, oltre a un olio attribuito ad Antonello da Saliba della scuola di Antonello da Messina.
«Abbiamo paura – commenta dispiaciuta l’assessore alla Cultura Cettina Pizzolo – che possa accadere l’irreparabile. Frate Remigio aveva dato nuovo impulso alla chiesa e alla cripta del convento, sempre gremita di visitatori italiani e stranieri, e l’ipotesi di una chiusura è una decisione insensata che non tiene conto delle proteste dei tantissimi fedeli che, già in passato, hanno detto no a questa decisione di chiudere il convento e chiesto addirittura l’arrivo di altri frati».
Contro il provvedimento dei superiori francescani, nel 2001 si schierarono, con un ordine del giorno, anche il Comune di Savoca e la Provincia di Messina, odg che ebbero l’effetto di stoppare quella decisione. Così da Gibilmanna inviarono a Savoca Padre Remigio Targia.
Insomma a Savoca temono che si ripeta quanto accadde cinque anni fa quando il convento restò senza padre guardiano per lungo tempo. La Provincia e la Regione, in passato, hanno finanziato importanti restauri nel convento, che è meta di un continuo flusso turistico per le mummie custodite nella cripta sotterranea e per l’amenità del luogo. «Ogni anno alcune migliaia di visitatori, anche stranieri, si recano nell’antico romitorio francescano», assicura Santino Lombardo responsabile del museo dei beni culturali di Savoca. Giova ricordare che nel 1984 ci fu un atto vandalico concretizzatosi nell’imbrattamento con vernice verde di alcune mummie che nel 1994 vennero in parte restaurate. Nel 2003 è stata restaurata la cripta e nel 2004 la Soprintendenza avviò i lavori di recupero e restauro di tutte le mummie. L’accesso alla cripta è stato facilitato da una apertura laterale che evita ai visitatori di passare dalla chiesa, talvolta, come è accaduto in passato, disturbando le funzioni religiose.
Come andrà a finire adesso è difficile dirlo, ma un dato è certo: non si può consentire la chiusura del convento, a costo di un intervento di Comune e Provincia per “requisire” il convento e gestirlo con personale e fondi propri se i Cappuccini non saranno più in grado di farlo in prima persona.

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